“Una nuova modernità”
Architetture di Pier Carlo Bontempi

a cura di Fausto Battistel, Alessia Gattei (Italia Nostra Rimini)

FAR Fabbrica Arte Rimini Piazza Cavour, 23 aprile – 10 luglio 2016

 

Pier Carlo Bontempi è un architetto controverso, amato fuori dall’Italia e guardato con sospetto qui da noi.
La sua poetica è colma di riferimenti storici, proiettando chi guarda in un tempo indefinito.Le sue opere meravigliano l’osservatore per l’eleganza, la proporzione e la rigorosa gentilezza nel dialogo con il “Genius Loci”.
Queste architetture si inseriscono con attualità nel paesaggio come se da sempre fossero state lì, interpretando ed esprimendo l’identità del luogo.
Pioniere del postmoderno con Alchimia, nei primi anni ottanta, oggi Pier Carlo Bontempi rimarca l’importanza del benessere dell’uomo e dell’appartenenza dell’edificio al luogo osservando con ironia, grazie alla sua vasta cultura, le opere di una certa “Modernità che innalza edifici dal virtuosismo ingiustificato (spirali sbilenche, muri storti…)”. Critica così quella modernità che adotta un linguaggio autoreferenziale più attenta alle celebrazioni della propria fama che alla vita delle comunità. La costante attenzione per l’architettura tradizionale italiana ed il confronto continuo con i maestri del passato non sconfina mai in un manierismo accademico ed i suoi progetti mostrano sempre una solida coerenza. Le accurate scelte architettoniche, le studiate proporzioni, sono il frutto di un lavoro costante per esaminare l’impatto delle costruzioni sul territorio, attraverso il disegno. Nello studio Giuseppe Greci, collaboratore da più di venti anni, ha messo a punto un metodo di rappresentazione ad acquarello che descrive con precisione e raffinatezza, fino al minimo dettaglio, il carattere previsto.
I progetti di Pier Carlo Bontempi sono assolutamente attuali ed il filo conduttore del suo lavoro mostra, con lucidità ed arguzia, le possibilità delle tecniche edilizie ecologiche e dei materiali da costruzione locali. Il bisogno di trasmettere valori permanenti d’identità e senso civico sono espressi dalla scala urbana fino al dettaglio decorativo.
Le costruzioni di Pier Carlo Bontempi sono un buon esempio di pratiche troppo spesso dimenticate e questo nonostante l’Italia vanti il primo posto al mondo nella ricchezza del patrimonio paesaggistico, urbano ed architettonico. Le sue architetture e le tecniche variano da luogo a luogo, data la diversa natura di ogni località, la sua “unicità”, evitando di conformarsi ad uno sterile e monotono funzionalismo, contribuiscono ad accrescere un senso di comunità attraverso la “bellezza” e la riconoscibilità delle funzioni degli edifici.
Pier Carlo Bontempi nei suoi progetti realizzati all’estero porta sempre un po’ d’italianità e di cultura millenaria che contribuiscono alla creazione di un senso di appartenenza e di memoria storica per le comunità. La sensazione di stupore, benessere ed equilibrio che si prova nel percorrere le città storiche e la benefica influenza sul nostro spirito, si percepisce anche davanti alla architettura proporzionata ed armonica realizzata dall’architetto parmigiano, sia che si tratti di un intervento urbano, residenziale o di restauro.
Il lavoro di Pier Carlo Bontempi dimostra che i valori simbolici ed umanistici, collegati ad una consapevolezza ecologica, possono essere la base di una rinascita culturale del costruire.
L’architettura può unire le comunità e migliorare la vita delle persone che vi abitano arricchendo allo stesso tempo l’ambiente circostante.

Osservate con diligenza le cose dei tempi passati,
perché fanno lume alle future e quello che è e sarà è stato in altro tempo
(Luigi Guicciardini)

 

Fausto Battistel Architetto

Orari di apertura

Tutte le sedi (tranne Palazzo Lettimi e Oratorio San Giovannino)
  • da mercoledì a venerdì ore 11-19
  • sabato, domenica e festivi ore 11-21
  • chiuso lunedì e martedì

    Palazzo Lettimi: da mercoledì a sabato ore 11-19.30 / domenica chiuso

    Oratorio di San Giovannino: da mercoledì a venerdì durante tutto il mese di maggio, il 3 giugno e il 1 luglio la mostra allestita presso l’Oratorio chiuderà alle ore 17.30

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